5 cose sulla cessione del quinto

5 cose sulla cessione del quinto

Le 5 nozioni fondamentali che devi sapere sulla cessione del quinto

Nel caso tu stia cercando un prestito, e sei un dipendente a tempo indeterminato o un pensionato, allora puoi richiederne uno con la formula della cessione del quinto dello stipendio. In pratica significa che la rata mensile viene trattenuta dalla tua busta paga (dall’ azienda o dall’ ente pensionistico). Non dovrai preoccuparti di niente. Inoltre non dovrai fornire ulteriori garanzie oltre alla busta paga o al cedolino della pensione.

Se stai pensando ad un prestito con la cessione del quinto, ecco quindi 5 cose che devi assolutamente sapere. Te le vogliamo dire, perché ciò che ci distingue è la trasparenza nei confronti dei richiedenti, che per noi sono veri e propri partner.

 

1. La cessone del quinto è riservata solo a i lavoratori a tempo indeterminato?

DI solito sì, solo chi è assunto a tempo indeterminato può richiedere un prestito tramite la cessione del quinto.

2. È possibile rinnovare un prestito con la cessione del quinto?

Solitamente si. Se hai già attivo un prestito con cessione del quinto, qualora reddito ed età lo permettano, potrai rinnovarlo chiedendo liquidità aggiuntiva una volta pagati regolarmente i 2/5 del debito. Per le cessioni di durata inferiore o uguale a 5 anni potrai richiedere il rinnovo anche prima, ma solo se intendi stipulare un nuovo prestito di durata superiore ai 10 anni.

3. L’assicurazione da pagare è obbligatoria?

Sì, purtroppo è obbligatoria. Non solo. I pensionati sono tenuti a sottoscrivere una polizza vita che tuteli i loro familiari dal dover rimborsare di tasca propria il debito in caso di decesso del contraente.

Il costo di questa assicurazione varia in base al sesso e all’età del richiedente. Il prezzo sale all’aumentare dell’età (e del rischio…).

I lavoratori dipendenti devono sottoscrivere obbligatoriamente una polizza vita, ma anche una per il rischio impiego. Quest’ultima serve nel caso in cui tu perda il lavoro e il TFR maturato non sia sufficiente a coprire il debito.

4. Se l’azienda fallisce?

In caso di fallimento dell’azienda il debito residuo verrà coperto innanzitutto attingendo al TFR. Se questo non dovesse bastare, interverrà la compagnia assicurativa. Attenzione: se la polizza rischio impiego prevede la clausola di rivalsa, cosa molto probabile, la compagnia assicuratrice potrà rivalersi su di te. Questo non appena avrai trovato un nuovo impiego.

5. Se perdo il lavoro per giusta causa?

In questo caso la compagnia assicuratrice potrebbe rifiutarsi di rimborsare il prestito. Questo significa che sarai segnalato alle Centrali Rischi. Nel caso in cui la compagnia fosse invece disposta a coprire il debito con la banca, sappi che senza dubbio sceglierà di rivalersi su di te per ottenere il rimborso di quanto anticipato.

 

 

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